Rispondere in modo diretto alla domanda su quale sia l’investimento che rende di più richiede una distinzione fondamentale: non esiste un singolo strumento finanziario universalmente più redditizio in ogni contesto, ma una serie di opzioni il cui potenziale rendimento è sempre proporzionale al rischio sopportato, alle condizioni di mercato e agli obiettivi dell’investitore. Questo è il motivo per cui molti consulenti finanziari si astengono dal fornire una risposta univoca: ogni situazione personale richiede una valutazione individuale basata su profilo di rischio, orizzonte temporale e conoscenze finanziarie dell’investitore.
Il vero significato del “massimo rendimento”
Spesso si è portati a pensare che esista una ricetta segreta per ottenere il massimo rendimento. Tuttavia, dagli ultimi dati per il 2025 emerge che le performance migliori, in termini puramente numerici, sono state realizzate da investimenti altamente volatili come criptovalute (ad esempio, Bitcoin ed Ethereum), ma anche da alcuni titoli azionari tecnologici — in particolare NVIDIA, big tech come Meta, Apple, Google e indici come l’S&P 500 — capaci di offrire una crescita importante nel tempo, ma esponendo l’investitore a rischi notevoli, compresi cali mensili anche molto accentuati (ad esempio fino al -37% in caso di azioni o cripto).
In confronto, soluzioni considerate più conservative e solide, come BTP o conti deposito, oggi offrono rendimenti che variano dal 2% al 5% netto annuo, sensibilmente più bassi rispetto a quelli di azioni o criptovalute, ma con una maggiore stabilità e prevedibilità rispetto all’andamento dei mercati finanziari. Investimenti alternativi, come le energie rinnovabili, rappresentano una frontiera interessante per chi cerca sia rendimento sia sostenibilità ambientale: impianti fotovoltaici, eolici e idroelettrici presentano opportunità potenzialmente molto redditizie, spinte da incentivi e trend globali verso la transizione verde.
Perché i consulenti evitano risposte univoche
L’approccio cauto dei consulenti deriva dal principio che rendimento e rischio crescono insieme. Uno dei messaggi meno pubblicizzati dai consulenti riguarda proprio la difficile accettazione, da parte dell’investitore medio, della volatilità. È facile essere attratti dai numeri stupefacenti di alcuni strumenti finanziari, salvo poi trovarsi impreparati davanti a perdite significative o a periodi prolungati di ribasso. In pratica, l’investimento ideale è quello che si adatta alla proprie esigenze, non quello con il rendimento più alto sulla carta.
Un altro aspetto spesso taciuto riguarda la remunerazione dei consulenti: alcuni sono pagati direttamente dai clienti, altri ricevono commissioni sui prodotti consigliati. Questo può, in taluni casi, influenzare le raccomandazioni, privilegiando strumenti che generano maggiori fee e non necessariamente il massimo rendimento per il cliente. Da qui la tendenza a suggerire soluzioni bilanciate e a promuovere la diversificazione del portafoglio, che permette di attenuare i rischi pur mantenendo la possibilità di cogliere opportunità interessanti.
I settori e gli strumenti più redditizi del 2025
Se osserviamo i dati più recenti, emergono alcuni settori e strumenti con rendimenti sopra la media:
- Tecnologia e Big Tech: azioni come quelle di NVIDIA, Apple, Microsoft, Meta e Google hanno registrato rendimenti annuali notevoli, guidati dall’innovazione tecnologica e dalla centralità dell’intelligenza artificiale.
- Criptovalute: strumenti come Bitcoin ed Ethereum hanno regalato performance eccezionali, ma sono caratterizzati da oscillazioni violente e rischi molto elevati.
- Energie rinnovabili: l’investimento in impianti solari, eolici e idroelettrici si dimostra non solo profittevole ma in linea con le tematiche ESG (Environmental, Social, Governance). Gli incentivi pubblici e la domanda crescente di energia pulita spingono questo settore.
- Fondi comuni di investimento: consentono di delegare la scelta degli asset a gestori esperti capaci di selezionare le migliori opportunità sul mercato e ridurre il rischio specifico attraverso la diversificazione.
- ETF tematici: fondi quotati in borsa che racchiudono settori ad alto potenziale come intelligenza artificiale, biotecnologie o transizione energetica.
- Obbligazioni e BTP: adatti a chi cerca un flusso di reddito regolare e rischi contenuti. I titoli di Stato italiani, oggi, viaggiano tra l’1,8% e il 4,9% di rendimento netto annuo.
È importante sottolineare che statisticamente, nelle migliori annate, i titoli azionari offrono mediamente rendimenti superiori rispetto a strumenti obbligazionari o alla semplice liquidità, ma la variabilità dei risultati può essere notevole anno dopo anno.
Diversificazione e strategie vincenti
Un tema fondamentale, spesso trascurato negli approcci “tutto o niente”, è quello della diversificazione del portafoglio. Questa strategia prevede di suddividere il capitale su più asset class (ad esempio azioni, obbligazioni, immobili, oro, criptovalute e investimenti alternativi) per ridurre l’esposizione ai rischi specifici di ogni singolo investimento e sfruttare, nel contempo, le diverse dinamiche di mercato.
Fra le strategie che spesso non vengono spiegate adeguatamente, vanno menzionate:
- Ribilanciamento periodico: correggere la composizione del portafoglio per mantenere costanti i livelli di rischio e rendimento prefissati, vendendo asset in forte salita e acquistando quelli che hanno perso valore ma restano promettenti.
- Investimento graduale (Piano di Accumulo): investire piccole somme regolarmente riduce il rischio di entrare sui mercati nei momenti peggiori e permette di beneficiare dei ribassi attraverso il cosiddetto “costo medio di acquisto”.
- Orizzonte temporale lungo: la storia dei mercati dimostra che, su periodi superiori ai 10 anni, la probabilità di ottenere un risultato positivo sulle azioni è molto elevata, grazie all’effetto della capitalizzazione composta.
Energie rinnovabili: la nuova frontiera
Tra le opportunità spesso meno considerate, brillano oggi le energie rinnovabili: l’investimento in impianti fotovoltaici, eolici o piccoli progetti idroelettrici può assicurare non solo ritorni finanziari interessanti ma contribuisce anche alla sostenibilità ambientale, con incentivi fiscali e tariffe incentivanti per la vendita dell’energia prodotta. Questo settore sta beneficiando di una spinta senza precedenti da parte dei governi e dagli investitori istituzionali, attratti dal crescente fabbisogno di energia green.
Per chi desidera approfondire le questioni tecniche, la diversificazione rappresenta uno dei concetti più importanti nella costruzione di un portafoglio vincente a lungo termine, in cui la ricerca del massimo rendimento viene bilanciata da una prudente gestione del rischio.
Infine, il consiglio più prezioso che spesso non viene esplicitato riguarda la propria educazione finanziaria: conoscere i meccanismi di base di investimento e capire il funzionamento dei mercati offre una tutela imprescindibile contro errori comuni e scelte impulsive dettate dall’emotività.
Il “segreto” vero, spesso taciuto, è che non esiste una scorciatoia garantita per il massimo rendimento senza rischio: chi promette risultati straordinari senza esposizione a perdite potenziali non sta offrendo consulenza, ma illusioni. Gli investimenti di maggior successo sono quelli consapevoli, personalizzati e coerenti con le proprie possibilità e obiettivi, disegnati su misura, in cui la ricerca del rendimento va sempre di pari passo con una valorizzazione del capitale umano e della cultura finanziaria personale.